
Non era morto nella maniera in cui tutti credono. La Storia non sempre insegna. La storia personale di un unico individuo e di individui unici non è quella che troviamo nei libri, la troviamo nei libri da loro scritti ma non nelle pubblicazioni edite su di essi.
Mi trovavo nel luogo dell’appuntamento, non era Parigi, ma ne aveva l’atmosfera, dentro quel ristorante gremito, all’interno di un albergo che aveva un’aria vissuta. D’altri tempi. Alcuni luoghi hanno un sapore tutto particolare, ci entri per la prima volta ed è come se fossi a casa. Ti appartengono perché non sono tuoi.
Ci sono due ristoranti ed io sono a quello del piano superiore, non so quanto sia alto l’edificio perché mi ci sono trovato senza entrare dall’ingresso. Ci sono tavoli con tovaglie bianche con sedie thonet con clientela attenta all’etichetta. Mi trattengo un attimo e scendo al piano sottostante dove l’ambiente è quello a me consono anche se sono uno straniero.
Ernest Hemingway mi viene incontro e uno riconosce l’altro senza bisogno di presentazioni.
Esordisco dicendo che possiamo parlare di qualsiasi cosa anche senza fare cenno alla letteratura. Mister Hemingway, lei deve fare determinate cose sempre alla stessa ora e non può fare a meno di farle sempre a quell’ora?
Lei fa determinate cose che somigliano a dei rituali sempre nello stesso momento e non in un altro? Mi spiazza ribaltando la mia domanda alla quale replico, divertito, che sì, non posso fare a meno di alcune cose e le faccio regolarmente ma non ricordo in quale ora del giorno. Prendiamo un tavolo e senza ordinare ci mettiamo a parlare. Simpatico. Molto più vecchio di come sarebbe dovuto essere ma ancor più giovane di quel che vogliono darci a bere.
Intorno c’è calca, gente che affolla il locale e un’orchestra suona ritmi sudamericani, rumba, merengue, cha cha cha. Salsa. Non beviamo e non mangiamo: confabuliamo. L’intreccio narrativo delle nostre esistenze si svolge in quell'ambiente per niente appartato, lui è agli occhi di tutti un estraneo ed io lo stesso, per motivi diversi.
Non mi sono mai tolto la vita, mi dice, sono semplicemente svanito. Si notano più le assenze delle presenze. La gente ha cominciato a leggermi di più ed io mi sono abituato a stare nell’ombra scrutando quel che dicevano di me al mio funerale dove c’ero pure io sotto mentite spoglie.
Si notato di più le assenze delle presenze, a scuola segnano quelle, non a caso.
Ci siamo divertiti senza parlare di letteratura. Abbiamo smesso di scrivere perché in quel momento stavamo vivendo. Non ci salutammo e non ci vedemmo mai più. Il pezzo che avrei dovuto pubblicare mi fu rifiutato dalla redazione.
Personaggio affascinante, le sue pagine - profondamente ispirate a uno stile di vita - sono pervase da un senso assoluto della vigoria morale e fisica, dallo sprezzo del pericolo ma anche dalla perplessità davanti al nulla che la morte reca con sé...Uscendo dall’albergo mi ricordai della band, composta da una quindicina di elementi parati in fila sul palco, erano amici miei nella mia vita di una volta. Non capii mai cosa ci stessero a fare lì quel giorno.