Il caffè l'ho messo sul fuoco poco fa. Proprio poco prima di cominciare a scrivere, sono le ore 06:50 di Lunedì 16 Novembre 2009. Proprio ora il download e completato, me lo dice la voce del computer che ho a fianco, che posso collegare con quello sul quale ora scrivo e che uso per trasferire o importare files. Due luci, una frontale ed una laterale. Mi fermo. Ritorno, il caffè non è ancora salito, mi assale il dubbio di... No, tranquillo, era un dubbio infondato, avevo messo l'acqua, ora sta salendo insieme a quel liquido con cui inizio tutte le giornate e di cui non riesco più a fare a meno. Sosta. Finalmente lo verso nella tazza, lo assaggio pensando di essermi scordato lo zucchero. Ora devo girarmi una sigaretta, subito. Tabacco Pueblo, cartine Bravo. Accendino di plastica, purtroppo, detesto la plastica e nel mentre mi leggo, perché ora mi leggo solo io, voi arriverete dopo, se non decido di cancellare tutto. Che poi non saprei che raccontarvi, anzi, lo saprei, lo so.
Capita che io stia bene distante da questo aggeggio che, alla pari della televisione, fa molta luce, ma non abbronza! Capita che io stia bene all'aria aperta vedendo le persone in faccia, sentendo la loro vera voce, sentendo il loro odore, toccare anche. Gustare. Tutti i sensi di cui la tecnologia ci ha privati, hanno creato realtà di cui non abbiamo bisogno. Ora sto scrivendo su un blog perfettamente consapevole del fatto che ci sono minime probabilità che questo possa avere ripercussioni sulla mia vita di tutti i giorni. Ché la vita vissuta è molto diversa da quella raccontata, ché le persone non sono avatar. Ché anche quando riusciamo a descrivere bene le nostre vite sulle pagine elettroniche, quelle vere, quelle vissute fuori, sono sempre tutt'altra cosa.
E nessuno, proprio nessuno saprà mai come sono io davvero fuori dalla rete, a parte i miei amici che mi leggono e che mi conoscono davvero. Loro sanno qualcosa di me, mi vedono, mi parlano, mi toccano...
E qui che ci sto a fare? La voglia che mi prende è quella di chiudere tutti gli account, di salvare solo le cose davvero riuscite. Di smetterla di aprire un Messenger per vedere chi è on line. Meglio aprire la finestra, quella vera. Esci e vai dal giornalaio, dal tuo barista, scambia quattro chiacchiere con loro, lavora se hai un lavoro.
Per stare su internet c'è sempre tempo, per vivere la tua vita ne hai sempre di meno.






