giovedì, 22 novembre 2007


Il borisblackblues è in black out. Non ho intenzione di sparire. Mi prendo una sosta.



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lunedì, 19 novembre 2007


Stasera non cercatemi. Ho un appuntamento, alle ore 22:30, con la Signora

ELIZABETH


postato da: borisblack alle ore 08:50 | Permalink | commenti (28)
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giovedì, 15 novembre 2007

Non è nuovo e non è vecchio. È ora. Quando sono già cotto dal sonno e leggendo domani quello che scrivo ora mi verrà voglia di cancellarlo. A volte capita che le cose che a noi, a me, non piace scrivere sono quelle che gli altri preferiscono leggere. Questa è quasi una scrittura automatica, non so dove mi porta. So che ha avuto un inizio. È che devo solo sbloccarmi. Pensavo all'anno passato quando in questo periodo non avevo alcuna difficoltà a dire tutto quello che mi passava per la testa. A un anno di distanza tutto diventa una salita. Ma io non sto salendo, scendo. Scendo sempre di più. E se questa non è una pippa gli si avvicina molto perché in realtà non sto dicendo niente. Avete voglia di commentare? Fatelo pure. Tanto ognuno leggerà a modo suo. E molto raramente sarà la stessa cosa che leggo io. Non vi racconterò i fatti miei perché non ne ho, non ho fatti. Non ho opinioni. Neppure dubbi. I dubbi vengono a chi pensa e ora non penso. Prima pensavo a una cosa ma non la racconto, anzi pensavo a due cose, ma non le racconto lo stesso. Nessuno potrà mai capirle, neanche gli eventuali destinatari di questo post. Ammesso che ce siano.

Buona notte o buon giorno, a scelta.


Sento di avere la stoffa dello scrittore ma non trovo un sarto che mi prenda le misure.



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sabato, 10 novembre 2007

La più famosa rappresentazione artistica dell'accidia.

Dürer, Melencholia (1514)

postato da: borisblack alle ore 11:22 | Permalink | commenti (13)
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domenica, 04 novembre 2007




Non si può dire che sia bella ma, alle volte, questo conta ben poco. Come in questo caso. Sa rendersi parecchio attraente, accattivante, sexy. E poi, sentite che voce!!!

Per voi, per me:

Rid of me di PJ Harvey

postato da: borisblack alle ore 14:51 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 02 novembre 2007



Marcello era un uomo sulla quarantina. Un bell'uomo, elegante. Indossava sempre un completo scuro, camicia bianca a cravatta nera. Di giorno inforcava sempre un paio di occhiali da sole. Di notte no. Soffriva d'insonnia e quella notte si era ritrovato a vagare nel silenzio in quei vicoli di quella città satura di storia, d'arte, architettura e scultura. Antichi palazzi e monumenti, chiese e scalinate, vestigia di un passato glorioso. Sedimentato e stratificato dallo scorrere dei secoli. Non era la sua prima notte di vagabondaggi solitari fatti di passeggiate senza meta, soste sulle panchine, sigarette accese una dietro l'altra.

Marylin era lì in vacanza da pochi giorni. Cantante di night club, attrice di spot pubblicitari, modella part time. Non aveva mai spiccato il volo come avrebbe voluto. Quell'aria da zoccola sciroccata gli era rimasta sempre appiccicata addosso come un chewingum resta incollato per sempre sotto il legno di una poltroncina di un cinema. Non ostante il fisico statuario, la statura ragguardevole, la chioma lunga e fluente. Vistosamente bionda.

L'urto fu ammortizzato. Marcello non si sorprese pù di tanto, non si sorprendeva mai troppo. L'urto fu ammortizzato, forse dal silicone. Marylin non si sorprese più di tanto, anche perché era un po' brilla. Anche perché non era la prima volta che aveva un tête à tête con uno sconosciuto. Un incontro al buio, atipico, ma pur sempre un incontro.

I due camminano l'uno a fianco dell'altra. Marcello aspira dalla sua sigaretta guardando di fronte a se. Marylin spara cazzate a raffica con marcato accento yankie. Lo scrosciare improvviso dell'acqua li avverte che sono in prossimità di una fontana. Marylin si ammutolisce e trascina Marcello dietro quell'angolo dove magicamente appare ai suoi occhi uno spettacolo affascinante. Uno spettacolo che l'uomo conosce fin troppo bene ma che per la donna è una novità assoluta. Scende dai tacchi a spillo, solleva il vestito da sera nero scoprendo le gambe, entra. A piedi nudi nell'acqua.

Marcello siede sul bordo della vasca con fare annoiato. Ignora gli appelli di Marylin quando gli chiede con insistenza petulante di seguirlo: - Marcello, follow me! Vieni anche tu, vieni con me, Marcello! -

Stanca dei richiami inascoltati si avvicina, si mette in ginocchio, gli slaccia la cintura dei pantaloni e i bottoni, lentamente, uno per volta. Lo estrae e lo prende nella mano, lo lecca sulla punta, poi lo prende in bocca, lo succhia avidamente. Veloce, sempre più veloce, fino a portarlo alla naturale conclusione. L'uomo a quel punto reagisce, estrae la pistola dalla fondina, la punta sulla testa della donna. Esplode un colpo. E subito dopo aver provato quella che i francesi chiamano la piccola morte rivolge l'arma verso se stesso per provare la grande morte. Esplode un secondo colpo.

L'acqua della fontana si colora di rosso.



PS Questo racconto è ispirato, in parte, a un post scritto dal mio amico Viaggiatore. Ed è dedicato a Klessydra che ha scritto (ieri) un post molto simpatico nel suo blog.

postato da: borisblack alle ore 13:06 | Permalink | commenti (32)
categoria:racconti
giovedì, 01 novembre 2007


postato da: borisblack alle ore 11:19 | Permalink | commenti (12)
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