
Marcello era un uomo sulla quarantina. Un bell'uomo, elegante. Indossava sempre un completo scuro, camicia bianca a cravatta nera. Di giorno inforcava sempre un paio di occhiali da sole. Di notte no. Soffriva d'insonnia e quella notte si era ritrovato a vagare nel silenzio in quei vicoli di quella città satura di storia, d'arte, architettura e scultura. Antichi palazzi e monumenti, chiese e scalinate, vestigia di un passato glorioso. Sedimentato e stratificato dallo scorrere dei secoli. Non era la sua prima notte di vagabondaggi solitari fatti di passeggiate senza meta, soste sulle panchine, sigarette accese una dietro l'altra.
Marylin era lì in vacanza da pochi giorni. Cantante di night club, attrice di spot pubblicitari, modella part time. Non aveva mai spiccato il volo come avrebbe voluto. Quell'aria da zoccola sciroccata gli era rimasta sempre appiccicata addosso come un chewingum resta incollato per sempre sotto il legno di una poltroncina di un cinema. Non ostante il fisico statuario, la statura ragguardevole, la chioma lunga e fluente. Vistosamente bionda.
L'urto fu ammortizzato. Marcello non si sorprese pù di tanto, non si sorprendeva mai troppo. L'urto fu ammortizzato, forse dal silicone. Marylin non si sorprese più di tanto, anche perché era un po' brilla. Anche perché non era la prima volta che aveva un tête à tête con uno sconosciuto. Un incontro al buio, atipico, ma pur sempre un incontro.
I due camminano l'uno a fianco dell'altra. Marcello aspira dalla sua sigaretta guardando di fronte a se. Marylin spara cazzate a raffica con marcato accento yankie. Lo scrosciare improvviso dell'acqua li avverte che sono in prossimità di una fontana. Marylin si ammutolisce e trascina Marcello dietro quell'angolo dove magicamente appare ai suoi occhi uno spettacolo affascinante. Uno spettacolo che l'uomo conosce fin troppo bene ma che per la donna è una novità assoluta. Scende dai tacchi a spillo, solleva il vestito da sera nero scoprendo le gambe, entra. A piedi nudi nell'acqua.
Marcello siede sul bordo della vasca con fare annoiato. Ignora gli appelli di Marylin quando gli chiede con insistenza petulante di seguirlo: - Marcello, follow me! Vieni anche tu, vieni con me, Marcello! -
Stanca dei richiami inascoltati si avvicina, si mette in ginocchio, gli slaccia la cintura dei pantaloni e i bottoni, lentamente, uno per volta. Lo estrae e lo prende nella mano, lo lecca sulla punta, poi lo prende in bocca, lo succhia avidamente. Veloce, sempre più veloce, fino a portarlo alla naturale conclusione. L'uomo a quel punto reagisce, estrae la pistola dalla fondina, la punta sulla testa della donna. Esplode un colpo. E subito dopo aver provato quella che i francesi chiamano la piccola morte rivolge l'arma verso se stesso per provare la grande morte. Esplode un secondo colpo.
L'acqua della fontana si colora di rosso.
PS Questo racconto è ispirato, in parte, a un post scritto dal mio amico Viaggiatore. Ed è dedicato a Klessydra che ha scritto (ieri) un post molto simpatico nel suo blog.