venerdì, 29 febbraio 2008



Si dice che siano le suocere delle grandi rompicoglioni, ma nemmeno i suoceri scherzano. Ma cominciamo dall'inizio.

Quella mattina avevo un provino per la parte da protagonista in un film importante, che in seguito entrò a far parte della storia del cinema, quindi mi svegliai di buon'ora. E dopo essermi fatto la doccia, sbarbato per bene, profumato a dovere, indossai il mio completo migliore ma impiegai parecchio tempo per fare un nodo decente alla cravatta, non essendo avvezzo all'uso di quel serpente di stoffa. Uscii di corsa e, non avendo avuto modo di fare colazione a casa, mi fermai al bar. Pensavo di restarci il minimo indispensabile ma un incontro inatteso mi fu fatale. Incontrai la donna più bella che avessi mai visto.

Mi sorrise appena mi vide e non potei fare a meno di ricambiare, sorridendogli a mia volta. Non potevo farmi sfuggire quell'occasione.

- Il mio nome è Black, Boris Black.
- Io sono Claire.
- Oggi è il mio giorno fortunato. Mi hanno chiesto di fare un provino per un grande regista: Giuseppe Bergman. Ieri ho letto il copione, se tutto va liscio mi mettono un mantello nero col cappuccio. A proposito, cameriere, un cappuccio, tu cosa prendi? E poi una falce in mano, ma non ho ancora capito bene cosa devo fare.
- Un cappuccio anche io, grazie.

Black vede l'orologio alla parete e si rende conto di essere già in ritardo di almeno mezzora.

- Cazzo! Devo scappare. Scusami, ci si vede, ciao Claire.
- Aspetta, non preoccuparti. Sai, mio padre era un pezzo grosso, un tempo è stato un noto uomo politico. Ora non più, ma ha ancora qualche amico potente. Posso mettere una buona parola per te. Lasciami il tuo numero, mi sei simpatico.

Boris scrive su un tovagliolo di carta il suo numero di cellulare.

- Grazie, sei davvero gentile. A presto, darling.
- In bocca al lupo, chéri.

Pochi metri più avanti si trova al centro delle zebre, ha un attimo di esitazione, si volta e vede lei che lo guarda. Non fa in tempo a dire: Crepi.


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categoria:racconti, foto
venerdì, 22 febbraio 2008



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categoria:booktrailer
martedì, 19 febbraio 2008

Me ne sono già dimenticato. Sai, fino a pochi minuti fa sapevo come avrei iniziato. Tabula rasa, un momento dopo. Potrei parlare di molte cose ma non vengono fuori. Tanti racconti rimangono stivati, anche per parecchi mesi, in qualche angolo polveroso della mente. Di alcuni ho ben chiara la traccia, di altri l'incipit, di altri ancora solo il titolo. Ma non vado oltre, non vedo altro. Nulla viene alla luce.

Qualche connessione è saltata, qualche sinapsi è partita. Penso ma non dico quello che penso. Succede da troppo tempo. Le mie idiosincrasie sono tornate a galla. Fastidiose fissazioni. Il mio perfezionismo che mi limita. Le limitazioni indotte dalle mie inibizioni.

Datemi un calcio in culo. Fatemi incazzare. Venite a casa mia, prendetemi di peso e trascinatemi fuori. Oppure legami alla sedia e negami il cibo e l'acqua fino a quando io non riesca a produrre qualcosa di decente. Pretendete! Qualsiasi cosa che mi faccia uscire dal bozzolo tessuto dal mio torpore. È un limbo difficile da sopportare, questo.

Voi scrittori capite di cosa parlo, capite quando ci si blocca, ci siete passati anche voi. Avvertite quando ci si sente contratti. Nessun editore verrà mai a contattarmi. Sei troppo contratto -direbbe- non posso metterti sotto contratto.

Esiste un fisioterapista della scrittura?


ogni uomo
parte dal suo zero
per arrivare al suo nulla


(Alda Merini)


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categoria:
giovedì, 14 febbraio 2008


Si era svegliato presto. Una vetrata di fronte incorniciava quella porzione di città fin troppo conosciuta, monotona, ripetitiva. Poteva vedere senza essere visto: persone che si recavano al lavoro, automobili e autobus, nuvole e cielo, alberi e pali della luce. Semafori: rosso giallo verde. Rosso. Aspettava, aspettava sempre. Tutta la sua vita l'aveva passata ad aspettare e a guardare fuori. A guardare la vita che scorreva senza mai riuscire a entrarci dentro davvero. Osservava come lo spettatore al cinema. La pellicola si svolgeva e quelle immagini fatte di luce avevano la stessa consistenza dei sogni.


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categoria:immagini, frammenti
lunedì, 11 febbraio 2008


Sì, mi sono ricordato, tu forse pensavi che non ricordassi. E invece sono sempre qui. Non qui per te ma qui, sempre. Volevo scriverti un'altra cosa, ma sarebbe stata troppo palese. E a te le cose dette chiaramente... Lasciamo Perdere! Non sono qui per te, oggi. Per nessuno, compreso il qui presente.

Sapete quando vorreste fare o dire una cosa ed esitate. Sapete quando vorreste avere un consiglio e non lo chiedete. Sì, lo sapete.

Sapete quando si vorrebbe ma non si chiede. Quando si vorrebbe prendere senza chiedere. Ma poi non lo fate. Anche questo sapete.

Sapete. Provate a ripetere sempre la stessa parola: sapete, sapete, sapete... Diventa solo un suono insensato alla fine. Lo sai.

Provate a far finta di niente anche se avete capito tutto. Anche questo fate. Lo so.

E poi ditemi un'ultima cosa.
Ditemi perché
Avete letto
Tutto
Questo
Fino alla fine.

Ditemi solo questo.
Io non sono qui.

Fine


Sì, mi sono ricordato, tu forse pensavi che non ricordassi. E invece sono sempre qui. Non qui per te ma qui, sempre. Volevo scriverti un'altra cosa, ma sarebbe stata troppo palese. E a te le cose dette chiaramente... Lasciamo Perdere! Non sono qui per te, oggi. Per nessuno, compreso il qui presente. Nessuno



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categoria:fatti miei
sabato, 09 febbraio 2008

 In soffitta ho un ritratto che invecchia al posto mio.



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categoria:foto, photoshop