
Si dice che siano le suocere delle grandi rompicoglioni, ma nemmeno i suoceri scherzano. Ma cominciamo dall'inizio.
Quella mattina avevo un provino per la parte da protagonista in un film importante, che in seguito entrò a far parte della storia del cinema, quindi mi svegliai di buon'ora. E dopo essermi fatto la doccia, sbarbato per bene, profumato a dovere, indossai il mio completo migliore ma impiegai parecchio tempo per fare un nodo decente alla cravatta, non essendo avvezzo all'uso di quel serpente di stoffa. Uscii di corsa e, non avendo avuto modo di fare colazione a casa, mi fermai al bar. Pensavo di restarci il minimo indispensabile ma un incontro inatteso mi fu fatale. Incontrai la donna più bella che avessi mai visto.
Mi sorrise appena mi vide e non potei fare a meno di ricambiare, sorridendogli a mia volta. Non potevo farmi sfuggire quell'occasione.
- Il mio nome è Black, Boris Black.
- Io sono Claire.
- Oggi è il mio giorno fortunato. Mi hanno chiesto di fare un provino per un grande regista: Giuseppe Bergman. Ieri ho letto il copione, se tutto va liscio mi mettono un mantello nero col cappuccio. A proposito, cameriere, un cappuccio, tu cosa prendi? E poi una falce in mano, ma non ho ancora capito bene cosa devo fare.
- Un cappuccio anche io, grazie.
Black vede l'orologio alla parete e si rende conto di essere già in ritardo di almeno mezzora.
- Cazzo! Devo scappare. Scusami, ci si vede, ciao Claire.
- Aspetta, non preoccuparti. Sai, mio padre era un pezzo grosso, un tempo è stato un noto uomo politico. Ora non più, ma ha ancora qualche amico potente. Posso mettere una buona parola per te. Lasciami il tuo numero, mi sei simpatico.
Boris scrive su un tovagliolo di carta il suo numero di cellulare.
- Grazie, sei davvero gentile. A presto, darling.
- In bocca al lupo, chéri.
Pochi metri più avanti si trova al centro delle zebre, ha un attimo di esitazione, si volta e vede lei che lo guarda. Non fa in tempo a dire: Crepi.








