
(album dei ricordi)
Scrivo tutto quello che mi salta per la testa
nella speranza che non sia una pulce.
E se la speranza è l'ultima a morire alla fine la faremo fuori.
Speranza oggi non è ancora venuta
e nell'attesa ripenso a quel dì di maggio.
Quando fuori pioveva.
Lei mi dava un passaggio
e io le passavo la mano tra le cosce.
E le dicevo disivoltamente che volevo soltanto toccarla
non c'erano secondi fini.
E lei ride e io le chiedo se ha voglia di toccarmi
e lei mi dice che vuole.
Abbiamo voglia in questo momento.
E perché non lo fai?
Perché non voglio si rovini l'amicizia.
Ci vuole Pazienza con speranza.
Se avesse indossato la gonna l'avrei sollevata fino ai fianchi.
Si vede che è turbata da ciò che sente
ma non dice niente.
E piove fuori piove sempre
quando sono in auto con lei a spasso
e la speranza è sempre l'ultima
la mia s'intende
che ancora mia non è.
E l'attendo ancora oppure ancora.
Questione di accenti e spostamenti e ricordi e ritardi.
E ora non ho più Speranza.
E potrei farla finita con la vita.
Ma mi ostino a credere
con malinconica e sconfinata sfiducia
che sì qualcosa cambia le cose cambiano
finché c'é vita
e cambiano è vero cambiano
ma non è il caso non è il mio caso.
Speranza è il nome che ho dato alla mia barca
e mi attacco al timone
quando il mare è in burrasca
o piatto come l'olio
come una tavola come una favola
che non so come concludere
perché favola non c'è
e se c'è stata l'ho fatta fuori.
Francesco De Gregori - Rimmel






